Ecomuseo delle Terre d'Acqua

Tenetevi forte. Per prima cosa vi faremo deviare l’acqua di un canale del ‘500. Sommergerà non più una ruota con le pale, ma una grande turbina di un secolo fa. E quando sarà sommersa, con energia immane inizierà a muovere il primo albero di distribuzione. E tutto inizierà a vivere. Una ventina di macchinari, su tre piani: macchine di legno e di ferro, incredibili tecnologie degli anni ’50, quella che vibra, quella che sposta, quella che seleziona, quella che gira… tutte mosse da quell’unico albero e dalle sue cinghie di cuoio.

Tutto è cominciato a metà del ‘400 con una ‘pista’ da riso (che vedrete), poi si è evoluto nella riseria che si visita oggi. Qui tutto si è fermato agli anni ’50, ma tutto rivive appena devierete le acque. E, vedendole, scoprirete come si toglie la ‘pelle’ dai chicchi, come li si seleziona, come li si fa diventare lucidi e bianchi e perfetti. Poi scoprirete che quel genio è rimasto incorporato negli acciai e nell’elettronica di oggi; la differenza è che quei vecchi straordinari macchinari li avete messi in moto voi, usando l’energia dell’acqua per muovere tre piani di macchine di legno e ferro.

Sarà la famiglia Gardano a raccontarvi il loro lavoro di generazioni, avanguardia ieri come oggi, anche se oggi trasformato in acciai ed elettronica. E quando per esempio vedrete l’immane macina di pietra che c’è alla fine delle lavorazioni, e vi spiegheranno perché è mossa da ingranaggi in legno di pero, e non di chissà quale acciaio, capirete quanta strada abbiamo fatto ma anche quanto genio abbiamo, forse, dimenticato.

Dalle finestre, l’intrico degli ultimi canali prima del Po, che scorre a un chilometro, la memoria dei ritmi dei lavoranti e della fatica delle mondine. Tornerete indietro nel tempo, promesso. E per un momento dominerete l’energia dell’acqua. La forza della natura domata per essere i primi nel mondo a trasformare in un prodotto unico per le nostre tavole, quello che invece negli altri continenti è solo un umile pane.

Per sapere qualcosa di più:
La scheda sul sito del Comune