isana

Questa è l’ultima Chiesa dei Templari. No, non solo: la piccola chiesa di Santa Maria d’Isana era prima luogo di un culto antico, epperò vivo ancora oggi. Un culto litico, legato a una magica pietra che risana. La gente del posto la chiama ‘menhir’, ma è solo una abitudine non tanto precisa. E’ un piccolo masso che sorge dalla terra: energia tellurica… come in tanti altri luoghi, soprattutto di montagna. Ma qui basta un sasso per stupirsi: che ci fa un sasso in un territorio di argilla?

Ma è forse da questo masso (in cui ancor oggi, per antica tradizione, si va a guarire da ogni male) che si è fissata la nascita del punto di incontro successivo. Non dimenticate che la piatta risaia era foresta, e in questo punto della foresta –lungo la via Liburnasca- accanto al menhir nasce il villaggio. Attorno a un Ospedale Templare, appunto, per i pellegrini della Liburnasca, a metà tra due grandi rami della Via Francigena.

Santa Maria d’Isana, lontana dalle strade, nella corte di una cascina. Protetta dalla famiglia che la cura, la mantiene e tutti i giorni la apre alla fede della gente del posto.

Umilissimo luogo di fede medievale, costruito con tutto quello che si trovava attorno: mattoni, pietre di fiume, spezzoni di pietre da chissà quale edificio. Ma non è l’estetica che importa (sebbene sia anche questa l’arte del medioevo), dato che qui importa ciò che non si vede: le mille tradizioni ancora vivissime, come tanti e tanti strati che si sono sovrapposti nei secoli. Il miracolo del mito di fondazione. I pesci dei fossi ‘mezzi cotti e mezzi crudi’. Il buco del diavolo. Il cavallo d’oro seppellito dai costruttori. Le tre Madonne nere (di Oropa, di Crea e di Isana) che in una notte di agosto si incontrano, come stelle, nel cielo. La processione all’alba del giorno di festa.

Nella Chiesa vedrete la Madonna nera, ma… imbiancata: è il passo successivo alla prima cristianizzazione di un antico culto ‘pagano’, legato alla Dea Madre. Ai lati dell’abside due specie di attaccapanni con attaccati quelli che noi –sorridendo- chiamiamo gli ex voto in leasing. Attenti, è il rito del ‘traspurtè ‘l corp’, trasportare il corpo. La gente di qui viene a invocare una guarigione, la salvezza da un pericolo, la salvezza dalla guerra, e lo fa così: prende uno degli ‘ex voto’ che rappresentano ognuno una parte del copro, o un cuore, o un soldato, lo stacca da un lato dell’abside e, con fede, pregando e guardando la Madonna d’Isana, lo porta sull’altro lato. Traspurtè ‘l corp. Semplicemente.

Poi, pensandoci, vedrete che non solo un piccolo corso d’acqua sotterraneo lega il menhir alla chiesa, ma anche lo spirito dell’uomo: la pietra che guarisce là, l’ex voto che guarisce qui. ‘Pagano’ e cristiano, ma non siamo sempre noi?

Infine tra le leggende ne sentirete due vere. I massoni che ogni tanto vengono qui –magari in Mercedes- a cercare misteriosi allineamenti e riti che portano al Sacro Graal, perché loro si ritengono eredi dei Templari. E la storia di altri, ma orribili, sedicenti e mistificanti ‘eredi dei Templari’ che vennero qui a caccia del Graal: nel gennaio del ’44, un gruppo di ufficiali nazisti mandati da Hitler. Non l’hanno trovato, naturalmente, ed è questa la prova che l’orrore non può abitare in questo luogo sereno dello spirito dell’uomo.

Per sapere qualcosa di più:
Il sito della famiglia che custodisce la Chiesa