bianze

Di nuovo una chicca, per la quale bastano pochi minuti, ma che aiuta a riflettere su questo nostro mondo particolare delle Terre d’Acqua. Bianzè è un bellissimo e antico comunello, di origine romana e citato in documenti fin dal 1152.

Come un po’ tutto il nostro territorio, vive in simbiosi con l’acqua: non solo l’acqua di superficie ma anche quella –poderosa- delle falde sotterranee che scendono dalle Alpi per essere incanalate dall’alveo del Po. In queste condizioni spesso c’è un piccolo problema: avere situazioni malsane e acque che impediscono persino di scavare le cantine delle case.

Bianzè aveva questio problemi, finchè nell’800 si trovò la soluzione per risanare il suo centro storico, abbassando il livello delle falde. Come? Con una recinzione muraria… al contrario.

Cioè con una fossa, una canalizzazione che, al pari delle mura, circonda il paese, fa defluire le acque abbassando le falde al suo interno. Un canale rettangolare che circonda l’abitato, dunque, ma con una piccola caratteristica in più: a intervalli regolari sono stati piantati tubi che intercettano la falda e ne fanno sgorgare l’acqua. Quindi al centro del canale c’è una sequenza di fontanelle… che mostrano esattamente l’altezza della falda, e ricordano che stiamo letteralmente camminando sulle acque.

Ah, Bianzè s’è inventata qualcosa di simile ai ‘lucchetti dell’amore’ ben prima che inondassero Ponte Milvio a Roma. Molti mattoni del muretto della Fossa, infatti, hanno iniziato a essere firmati dai bianzinesi. Le firme sono ormai moltissime, ma i mattoni ancor di più. Quindi: firmate anche voi, conquistandovi a poco prezzo un pochino di immortalità!

Per sapere qualcosa di più:
Un articolo su Fossa e Muretto

Qualche accenno nel sito comunale