Canale_cavour_sifone_vettignè

A ovest la Dora, a est la Sesia: tutte e due scendono in verticale da nord. Sotto, Po, che  muove a est. Fate conto che i fiumi delimitano un quadrato di 30 km di lato. Immaginate che è un piano inclinato, delimitato a nord dai primi monti alpini. Lì dentro – dentro quel quadrato – ci sono 11.000 chilometri di canali artificiali. Un sistema irriguo che non esiste in nessuna altra parte del pianeta, anche perché è… integrato con i corsi d’acqua naturali e con le falde e le risorgive: i fontanili.

L’uomo non ha mai inventato niente di simile.

La spina dorsale moderna è il Canale Cavour, che è un fiume artificiale capace di 110 mc/secondo, e costruito a mano in 3 anni con la precisione millimetrica di chi ha saputo sfruttare un dislivello di 25 metri su una lunghezza di 85 chilometri, scoperta e tracciata con una livella ad acqua… passando sopra e sotto (con enormi sifoni o ponti-canale) a 8 fiumi e torrenti. Non c’erano le ruspe, ma ci abbiamo messo 3 anni per costruirlo e inaugurarlo.

Tra l’altro il ‘Gran Canale’ ha una caratteristica da matti: va nella… direzione sbagliata. La pianura è un piano inclinato verso sud (verso il Po) e verso est (l’Adriatico), ma lui riesce ad andare quasi verso nord (nord-est per la precisione). I fiumi scendono, lui… quasi sale. Perché è stato ideato da un personaggio incredibile – Francesco Rossi, agrimensore – che ha passato 5 anni della sua vita scarpinando in campagna, con “un servo” e una livella ad acqua, perché era convinto che la conformazione della pianura permettesse di trovare una linea di scorrimento più alta: cioè capace di irrigare una più grande estensione di terre, pur dovendo attraversare. L’hanno preso per pazzo per 5 anni, poi si è scoperto che aveva ragione. E gli hanno tolto il copyright.

Ma in Cavour, che effettivamente spostò un tratto del canale per non farsi attraversare il proprio “podere”, c’è un’altra grandezza oggi inconcepibile: seppe mettere d’accordo migliaia di piccoli proprietari che si rubavano l’acqua l’un l’altro, e seppe far realizzare un’opera gigantesca che guardava non alla sua prossima campagna elettorale, ma alle generazioni future. Noi siamo quelle generazioni, noi piemontesi abbiamo ereditato l’agricoltura più evoluta al mondo.

Poi, però, ci sono gli altri 10.900 chilometri. Opere straordinarie seguite giorno e notte da un esercito di 130 addetti che sanno annusare l’aria per capire dove piove e come bisogna muovere le chiuse. E c’è tutto il resto: qui non possiamo fare un’enciclopedia. Venite a vederlo. E’ uno straordinario, antico Governo dell’acqua. Made in Piemonte.

Per sapere qualcosa di più:
Il sito dei… governatori delle acque

Qualcosa di specifico sul Canale Cavour