lame del sesia

Parco delle Lame del Sesia: no, i coltelli non c’entrano. Le ‘lame’ sono le lanche, i meandri abbandonati di un fiume. Più precisamente, sono soprattutto i meandri abbandonati dai fiumi… più capricciosi, con regimi e variazioni stagionali quasi da torrenti, come il nostro fiume Sesia, che scende direttamente dal Monte Rosa, raccoglie tutte le acque della Valsesia e porta la fertilità alla pianura.

Ah, per questo è meglio precisare subito: noi vercellesi chiamiamo il nostro fiume al femminile: l’acqua, la madre che porta la fertilità. Diciamo “la Sesia”, ed è una antica memoria celtica (come la Dora, o, meglio, tutte le diverse “Dora” che scendono dalle Alpi occidentali: non solo la Dora Baltea o la Riparia). Curiosità: questa memoria è rimasta nel nostro giornale più antico.

Vabbè, ma, storia antica a parte, il Parco delle Lame del Sesia è un angolo di natura spettacolare. Facilissimo, vicino a comodi caselli autostradali, praticamente occupa le due sponde del fiume racchiuse tra gli argini che lo hanno domato. Nel parco, nel bosco, qua e là le antiche lame-lanche si presentano a loro volta come microcosmi incontaminati, pieni di vita. Sono il campo base per migliaia, decine di migliaia di splendidi uccelli, compresi i cormorani arrivati dall’Africa, che tanto fanno arrabbiare i nostri pescatori.

Per i gruppi – specie per le scolaresche e le famiglie – la visita è raccomandata in quasi tutte le stagioni. A parte luglio e agosto, naturalmente, per via delle zanzare. Ma da settembre a giugno ogni mese, ogni giorno è una scoperta, le aree pic-nic non mancano, e le passeggiate sono tranquille, in piano, comode, sotto le fronde.