spartito diavolo

Per noi è solo una chicca: bastano pochi minuti di attenzione durante il passaggio nella storica terra delle Grange, dove è nata la risicoltura italiana. La Madonna delle Vigne è un piccolo santuario, che oggi è meta di mattocchi da tutta Europa a caccia di emozioni diaboliche: tra le tante leggende, infatti, ha fatto molta presa quella dello Spartito del diavolo: un affresco con uno spartito musicale che, se suonato normale respinge la ben nota (?) presenza demoniaca locale nei sotterranei, ma se suonato al contrario fa saltar fuori il diavolo, con tuoni, fulmini e cose tremendissime.

I salami che ci vanno a fare improbabili ‘messe nere’ sono tanti, e la chiesa è rovinata da questi… culti. Ma tutta la zona è interessante, sia per le leggente (ne vedete un po’ nel link qui sotto), che per… l’evidenza.

Alla Madonna delle Vigne ci si arriva dal Po o dal Principato di Lucedio. La strada corre sempre dritta, ma in salita per una ventina di metri. La Madonna è l’ultima propaggine del Bosco delle Sorti o della Partecipanza, e quindi: accanto a lei un laghetto, alto una ventina di metri sul piano delle risaie ricorda che stiamo… camminando sull’acqua, che per capillarità sale dove vuole. Il bosco ci ricorda che stiamo attraversando l’ultimo brandello della frande foresta che ricopriva la Valle Padana  (v. scheda nella sezione Natura). E i luoghi ci ricordano che stiamo passando accanto ad alcune delle grange (da: granai) create dai cistercensi che, a partire dall’attuale Prinvipato di Lucedio, trasformarono questa terra, la bonificarno, iniziarno a livellarla per farne risaia.

Magari non vedremo il diavolo, ma è un buon posto per capire come abbiamo trasformato centinaia di migliaia di ettari di foresta nella campagna più antropizzata del pianeta Terra.

Per sapere qualcosa di più:

Una sequela di leggende, diavoli e miti della zona

Qualche sopralluogo di amanti dei misteri